
La storia della casa
La casa, edificata verso la metà dell'Ottocento, originariamente era una fattoria con animali da cortile e mucche. Nel terreno della proprietà era coltivata la vite e, fra un filare l'altro, il granturco per il fabbisogno della famiglia. Nell'attuale cucina c'era la stalla e al piano di sopra il fienile.
La villa ha subito due principali interventi di ristrutturazione: il primo negli anni '80, dai genitori dell'attuale proprietaria, trasformando la fattoria in un'abitazione di campagna, e l'ultimo a partire dal 2021 a opera degli attuali proprietari, arricchendola di comfort moderni ma anche restituendole atmosfere retrò calde e accoglienti.
La storia del paese
Il paese di Calosso ha una storia antica che risale almeno al 960 d.C. Durante il periodo comunale, era uno dei feudi più importanti del Consortile di Acquosana, ma le lotte interne e le guerre tra Guelfi e Ghibellini causarono la cessione del feudo alle famiglie astesi. Nel 1377, fu acquistato dal nobile banchiere Percivalle Roero e successivamente divenne parte della dote di Valentina Visconti, passando sotto il dominio francese per 150 anni. Durante questo periodo, il vino Moscato di Calosso arricchì persino la mensa della regina Madama Cristina, moglie di Carlo Emanuele I. Nel 1531, con la contea di Asti, passò ai Savoia, ma durante il XVII secolo fu coinvolto in guerre e occupazioni. Con la Pace dei Pirenei nel 1659, perse la sua importanza strategica e il suo castello divenne residenza della famiglia Roero. Con la fine del XVII secolo, Calosso entrò in un periodo più tranquillo e stabile.


Patrimonio dell'umanità
La nostra casa di campagna si trova nel Roero, territorio riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità dal 2014. Questa designazione è il risultato di un impegno decennale delle istituzioni locali nel promuovere e proteggere le preziose terre del vino del Piemonte. Il paesaggio culturale delle Langhe-Roero e del Monferrato riflette una storia millenaria legata alla viticoltura, con una radicata “cultura del vino”. Visitare questa regione aggiungerà un valore unico alla vostra esperienza di soggiorno e siamo fieri di condividere questo patrimonio con i nostri ospiti.